INTERVISTA

 

Se amate il genere (thrash-death), non potete non conoscere i "CRUENTUS", una band che nasce nel 1989 e che oggi nel 2019 sono qui, a presentarci il loro nuovo album “FAKE”. Intervistati da Francesco, d’avanti le telecamere di Nero su Giallo, nel locale storico di Massafra il “New Magazine pub”.

I "CRUENTUS" si raccontano parlando degli inizi della band e di cosa è cambiato fino a oggi, come è importante il rapporto col pubblico e la loro dimensione LIVE.

Rispondono alle domande sulla genesi dell’album appena concluso e dei progetti futuri, svelando in parte qualche collaborazione importante.

 

 

Itervistati da: Francesco Quarto

 

La prima domanda, in apparenza banale che abbiamo rivolto ai CRUENTUS è:

 

Perché avete intitolato “FAKE” il vostro album?

Adriano- Perché già dai testi e già nella copertina c’è un’ambiguità e propria nei nostri giorni e anche il termine stesso, che abbiamo utilizzato e abbiamo scelto, rispecchia appunto questa bugia continua che è sotto gli occhi di tutti quanti e ci viene riproposta giorno per giorno. Ci sembrava un titolo adeguato per i tempi che corrono.

 

Passiamo alla scelta della copertina, cosa rappresenta?

Antonello- La copertina è un po’ diciamo, ricalca il concetto che ha appena detto Adriano, quindi di FAKE e un po’ una sorta di rivisitazione diciamo del classico TAO. Quindi, questa fusione bene/male, che spesso crea confusione. Quindi, noi siamo abituati a vedere un mix poi di quello che la realtà ci propone. Ecco perché anche il titolo FAKE rispecchia quello che accade oggi, questa difficoltà di scernere bene il bene dal male. C’è troppa confusione e noi con quell’immagine abbiamo voluto sintetizzare il concetto. Quindi è molto impattante è semplice, ma al tempo stesso arriva il concetto stesso di base che poi viene sviluppato nei testi.

 

Parliamo del concetto, qual è stato il motivo e tutte le emozioni che vi hanno portato a scrivere tutto ciò che c’è nell’album?

Adriano- Questi testi dell’album nascono nel corso degli anni, non sono testi giovani, ce ne sono alcuni più recenti alcuni abbastanza datati anche di una decina di anni fa, che io ho scritto ma sempre con lo stesso concetto di base, che fondamentalmente l’alternarsi degli opposti e la loro coincidenza nello stesso tempo. Ritorno ancora a dirti che FAKE rispecchia benissimo proprio questa dicotomia che c’è tra il bene e il male, tra il nero e il bianco come si può vedere nella copertina, tra il fuoco e l’acqua è tutta una questione tra estremi opposti.

 

Testi datati, come diceva Adriano, anche dieci anni, ma per la realizzazione concreta dell’album, quanto ci avete impiegato?

Nicola-Poco, una settimana.

Adriano- Intendi la registrazione dell’album in se per se? O proprio la genesi dell’album?

Francesco- Entrambi.

Adriano- Dalla genesi diciamo che un po’ più lunga chiaramente, saranno 3-4 anni che ci stiamo dietro, sempre con questo obbiettivo, abbiamo dovuto trovare prima una stabilità nostra bene e essere convinti che i pezzi fossero così, suonassero bene come ci piacevano. Solo in quel momento siamo andati in studio e abbiamo messo un paio di settimane, abbiamo trovato un fonico super, un bello studio, siamo stati sereni abbiamo registrato con grande tranquillità.

 

Quest’ anno festeggiate i 30 anni di attività dei CRUENTUS, cosa ritenete sia cambiato dal primo album “In Myself”?

Antonello- Dal primo album sono cambiate tante cose, due membri sono cambiati, che sono Domenico e Valerio. Dal punto di vista stilistico, sono cambiate tante cose perché abbiamo sperimentato molto in questi 23 anni che ci dividono dal primo album ufficiale e non abbiamo anche volutamente registrato qualcosa di ufficiale in questo lungo asso l’asso di tempo. Perché non abbiamo mai fermato l’attività, quindi non ci sono state pause, però abbiamo atteso il momento giusto per la realizzazione ufficiale, che è un po’ la sintesi di tutti questi anni di sperimentazione. Se poi invece vogliamo proprio fare un rapporto con gli arbori, quindi 1989, quando io ero un pischello e ho cominciato questa avventura, sono cambiate un’infinità di cose, nel mondo della musica, la fruizione, il modo di registrare, ma soprattutto quello che accade a livello di feeling che viene dal pubblico, l’interazione.

Adriano- L’interazione col pubblico, ma anche con la vendita dei dischi con gli scambi, tu fai questo per passione, quindi ci stai dentro come noi in un’altra maniera, però sai bene che la … non dico la vendita dei dischi in se per se e proprio … come viene consumata la musica … e anche qua! Scusami se insisto “FAKE” fa parta anche di questo, cioè anche nella fruizione della musica adesso, da parte delle nuove generazioni, ma un po’ di tutti, anche noi, ci metto dentro anche io.

Anche io ho tanti dischi, prendo gli ascolto, poi non gli ascolto più, cosa che quando avevo 20 anni non succedeva, riascoltavo lo stesso disco 3-4 volte di seguito, andavo la col mio vinile lo giravo lo rigiravo, no …?!

Diciamo che dall’89 ad oggi, siamo passati dal vinile alla musicassetta dai cd, a forme attualissime che forse non fanno focalizzare troppo sull’album in se, ma più sul singolo.

Adriano- Hai capito benissimo.

Dato che siete così prolifici, una settimana per la registrazione, avete qualche brano che avete lasciato nel cassetto, esiste un progetto in cantiere qualcosa di simile, intenzioni?

Antonello- Abbiamo cattive intenzioni, diciamo di serata in serata. Scherzi a parte, non ci sono grandi progetti, ci godiamo adesso la promozione di “FAKE”. Sarebbe bello produrre qualche altra cosa ma vediamo. Forse un giro più interessante dal punto di vista di qualche accoppiata live interessante che si potrebbe fare nel 2020 con qualche band più nota di noi, potremmo fare da supporto per qualche data in tutta Italia, questa è una cosa che c’è in ballo, ma ancora da sistemare e definire.

Adriano- Volevo aggiungere che noi praticamente, come ti diceva Antonello non ci siamo mai fermati, perché non ci siamo mai fermati a suonare dal vivo, cioè la dimensione live per noi è essenziale, ci siamo divertiti anche in studio, ti ripeto è stata un’esperienza bella, poi non ci andavamo da parecchio tempo, almeno io non ci andavo da un sacco di tempo è stato molto divertente e anche confrontarsi con le nuove tecnologie. Ma la situazione live e quella che non ci ha mai fatto smettere in realtà. Il gusto di suonare dal vivo, il gusto di suonare dal vivo e quello che ci ha sempre tenuti vivi.

Ultima domanda, volete ringraziare qualcuno?

No!

Noi stessi!

 

di N^G

 

Nicola Bavaro: voce

Antonello Maggi: chitarra

Domenico Mele: chitarra

Adriano Boghetich: basso

Valerio Di Masi: batteria

 

LI     E

Come in ogni LIVE, prima del LIVE c’è il

SOUNDCHECK

A coloro cui piace la musica sbattuta in faccia, senza nessun giro di parole, ma solo giri di accordi con altrettanti giri di testa che, accompagnano l’impatto LIVE dei CRUENTUS.

ALL MUSIC WALL